Blog riservato ai maggiori di 18 anni.

L'individualismo democratico, tutto preso
dalla propria passione per l'uguaglianza,
prova ripugnanza verso la grandezza
perchè vi vede un residuo fatale di aristocrazia,
e cerca continuamente di abbassare
al livello della mediocrità
gli esseri fuori dal comune.
Ama ripetere la famosa frase di Hegel:
"Non c'è eroe per il suo cameriere".
Ma dimentica come continua la citazione :
" e non perchè quello non sia un eroe,
ma perchè questo è un cameriere".
Pascal Bruckner

Dove si vive sempre in fest'e riso
Vedendosi di Dio svelato il viso
O che bel stare è star in Paradiso.
Ohimè che orribil star qui nell'inferno
Ove si vive in pianto e foco eterno
Senza veder mai Dio in sempiterno
Ahi, ahi, che orribil star giù nell'inferno.
Là non vi regna giel, vento, calore,
Che il tempo è temperato a tutte l'hore
Pioggia non v'è, tempesta, nè baleno,
Che il Ciel là sempre si vede sereno.
Il fuoco e 'l ghiaccio là, o che stupore
Le brine, le tempeste, e il sommo ardore
Stanno in un loco tute l'intemperie
Si radunan laggiù, o che miserie.
Havrai insomma là quanto vorrai
E quanto non vorrai non haverai
E questo è quanto, o Musa, posso dire
Però fa pausa il canto e fin l'ardire.
Quel ch'aborrisce qua, là tutto havrai
Quel te diletta e piace mai havrai
E pieno d'ogni male tu sarai
Disperato d'uscirne mai, mai, mai!
O che bel stare è star in Paradiso
Dove si vive sempr'in fest'e riso
Vedendosi di Dio svelato il viso
O che bel stare è star in Paradiso



pensatori di agudezas
prefiche flerenti
in un tripudio di poetiche da tronisti
tu mi manchi tra torride lubrificazioni
io son solo tra il suicidio e la sega
con nudo patinato
immancabilmente sadomaso.


È vaga, passa le sue giornate tra il circolo di golf e le partite di bridge online.
non che sia vecchia: uno più anziano di lei, guida una nazione;
ma lei si sente vecchia. Si sente una vecchia bambina, a rischio di povertà.
Per questo ha detto alla Filippina di venire di meno, di fare meno ore a settimana.
Poi, per risparmiare un altro po’, le dice che nelle ore in cui dovrebbe lavorare da lei, deve anche andare a casa di suo figlio a mettere a posto.
morale, la Filippina, che prima aveva due posti di lavoro con due stipendi, se ne ritrova sempre due, ma con uno stipendio solo.
La Filippina si incazza.
Però, vuol bene alla Signora, lo sa che è fragile, un po’ confusa, che ha paura del tempo che passa.
Per cui, prova ad accettare le mutate condizioni.
Scopre ben presto, che non ce la fa ad arrivare a fine mese, che i soldi non le bastano, che fa una fatica bestia, e che si sente umiliata.
Ma come può la Signora non capire che per lei, quei 50 euro al mese, in meno o in più, fanno la differenza tra il doversi svegliare alle sei del mattino, attraversare con gli autobus la città, per andare a fare un terzo lavoro che le restituisca quei miseri cinquanta euro? Come può la Signora, spenderli in aperitivi al circolo del golf senza nemmeno accorgersene, mentre lei conta ogni singolo istante le occorra per guadagnarli?
Ha il broncio la Filippina. È parecchio stanca, suo marito la considera una cosa, per giunta una cosa di cui disporre a suo piacimento.
La Signora, che le ha fatto tanti bei discorsi sulla dignità, sulla parità, sulle cose che le donne non devono accettare, nei fatti sembra considerarla allo stesso modo.
Guarda, non è possibile continuare così- dice la Signora a sua figlia- bisogna che mi dai una mano perchè la Filippina non ce la fa a fare il lavoro qui e da tuo fratello
Ma certo che una mano te la do, però... Scusa ma perchè - risponde la figlia- deve lavorare da te e da mio fratello, contemporaneamente? Non avevate stabilito che fossero due rapporti separati, con stipendi e orari diversi?
.... - tace la Signora-
Allora? - incalza la figlia- come si è arrivati a che lei lavori contemporaneamente per te e per lui? Perchè hai deciso così?
Non lo so - replica la Signora-
Lo hai fatto per risparmiare?
forse.
Come, forse? Avrai pensato qualcosa, che hai pensato?
... - la Signora non risponde-
Dunque?- insiste la figlia
Qualcosa avrò pensato... - risponde con aria seccata la Signora.
Cosa?
....
...
Dopo qualche minuto di silenzio:
Be’ ma forse - incalza la figlia- potresti considerare che per lei, quei 50 euro di lavoro che tu risparmi e che non cambiano la vita né a te, né a tuo figlio, fanno la differenza?
... - tace la signora.
Be’, se lo facessero a te, come ti sentiresti? No, perché io sarei una belva...- conclude sua figlia.
La Signora ha un moto di stizza.
Sì, ti son venuta rompicoglioni, lo so. Ma cosa hai intenzione di fare? - dice la figlia.
Dopo qualche minuto di fitto silenzio, mentre sbuccia concentrata il suo kiwi della sera:
Ci penserò - conclude con aria seccata, la Signora.





